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Un angolo dove depositare i ricordi blucerchiati

Come benvenuto al Forum e commento alla mia presentazione di qualche giorno
fa Samp89 ha toccato il mio animo sampdoriano proponendomi di essere “una
scatola dei ricordi blucerchiati per noi tifosi un po’ più zueni”.

Questa sua bellissima risposta mi ha stimolato (in senso intellettuale…) a
proporre un angolo dove chiunque possa far rivivere e condividere con gli
altri i propri particolari ricordi legati alla Samp.

Non importa che siano del mesozoico come i miei o dell’anno scorso, quello
che importa è che siano l’espressione personale di emozioni o sensazioni
vissute con e per la Samp.

Io provo a raccontarvi quella che è stata fino ad oggi, anche se a molti
parrà strano visti i traguardi successivi, la mia più esplosiva gioia
blucerchiata.

Una domenica mattina di fine maggio del 1973 mio padre ci comunicò la sua
decisione definitiva : SI, saremmo andati tutti insieme a Torino a vedere la
Samp! Era l’ultima di campionato e, come spesso accadeva in quei periodi,
per tutta la stagione avevamo lottato per non retrocedere. Ce la giocavamo
quel giorno con Atalanta e Vicenza che si incontravano tra di loro a
Bergamo. In caso di nostra vittoria contro il Toro saremmo stati salvi
altrimenti dovevamo sperare che vincesse l’Atalanta o che entrambi
pareggiassimo. Il Toro di allora era una corazzata inaffondabile in casa.
Nessuno,se non mi fa difetto la memoria, aveva mai vinto al Comunale
quell’anno.

Mio padre ci caricò in fretta sulla nostra FIAT 128 gialla e partimmo per
Torino. Quell’auto è stata uno degli incubi della mia infanzia perché il
giallo era esattamente quello usato dai tassisti genovesi dell’epoca e
richiamava l’attenzione come uno svedese ad Harlem.

Già all’andata il flusso di veicoli in autostrada era drappeggiato e
schiamazzante. Era evidente che il sentimento di ottimismo prevaleva sulla
preoccupazione.

Al Comunale in curva Filadelfia eravamo in tanti. Si viveva una particolare
ansia. Come un presentimento che avremmo sofferto più del dovuto.

Il primo tempo passò relativamente tranquillo. Qualche attacco del Torino ed un’occasione importante per Salvi. Nulla più che io ricordi. Zero a zero a Torino, zero a zero anche a Bergamo. Samp ed Atalanta salve Vicenza in B.

Dalle radioline sparse a centinaia in curva, però, quasi ad inizio secondo
tempo arrivò come un macigno la notizia raggelante che un difensore
dell’Atalanta l’aveva messa nella sua porta! A quel punto era il Vicenza a
salvarsi insieme all’Atalanta e noi ad andare in B.

Attimo di smarrimento e frustrazione tra noi tutti, ma si sa, allora come
adesso, nel DNA dei sampdoriani c’è la forza di scendere ancora di in più
campo coi ragazzi quando la squadra è in difficoltà. Così fu allora. La
squadra ci sentì e reagì. Quella mezz’ora fu senza dubbio la mia più grande
sofferenza sportiva di sempre. Mia madre, molto più moderata nella sua
passione calcistica, mi ricorda ancora oggi che per tutti quegli
interminabili minuti si dedicò più ad accertarsi che noi (mio fratello, mio
padre ed io) non schiattassimo sugli spalti, che non a seguire quello che
succedeva in campo.

Ad una decina di minuti dalla fine il nostro roccioso ed infaticabile Boni,
per me Santo e Beato da quel giorno, con uno slalom degno del Thoni di allora, incuneandosi nella difesa del Torino arrivò davanti a Castellini. Non so se fu
la situazione di tensione a provocarmi dei fermi immagine nel cervello, ma davvero ricordo Boni avvicinarsi alla porta al rallentatore.
Castellini non riuscì a prendere il suo tiro nell’angolo e fu l’apoteosi. Vidi volare in aria radioline, berretti e persino un bimbo che qualche sconsiderato,
non avendo forse altro a disposizione, aveva innalzato con eccessiva
veemenza al cielo! Chiunque abbracciava chiunque in una calca che rimbombava
di gioia immensa. Io ragazzino ed autorizzato a piangere lo feci senza
ritegno con singhiozzi blucerchiati fino in fondo all’anima. A farci ancora
penare fu un’invasione di campo dei tifosi torinisti a qualche minuto dalla
fine che ci fece temere, chissà perché, che il risultato potesse essere
messo in discussione. In quei momenti non puoi e non devi essere lucido.
Devi abbandonarti completamente all’estasi…. E con la Samp salva e
l’Atalanta in B ci godemmo un ritorno a Genova trionfale con fusione del
clacson in autostrada.

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